Sfide:
quella del tartufo fra Alba e Acqualagna
crea polemiche. I ristoratori contestano la selezione
che si confronta con gli chef di Alba
La Federazione dei
Ristoratori ha diffuso oggi una nota stampa sulle polemiche che hanno
investito la sfida al tartufo fra Acqualagna e Alba. Un nutrito gruppo
di ristoratori della cittadina marchigiana ha, infatti, polemizzato
sulla scelta dei ristoranti che rappresentano Acqualagna: su quattro
locali, solo due sono della 'capitale del tartufo'.
"Chiariamo -si legge nel
comunicato- che Confesercenti e Federazione Ristoratori hanno offerto il
patrocinio gratuito alla manifestazione, ma, a differenza degli altri
anni, non siamo stati chiamati a partecipare in alcun modo
all’organizzazione. Anzi, siamo venuti a conoscenza dei ristoranti scelti
dall’Accademia Italiana della Cucina solo quando ne abbiamo letto i nomi
sull’invito.
Quello che non abbiamo capito è il criterio della selezione dei
ristoratori che rappresentano Acqualagna. Non è stato adottato il criterio
territoriale, perché i ristoratori non provengono tutti dalla zona di
Acqualagna, nonostante la zona sia estremamente ricca di professionalità
in grado di sfidare i ristoratori piemontesi.
Non è stato adottato neanche il criterio di ‘merito’. E’ vero che è sempre
difficile definire i principi di inclusione ed esclusione, ma qui un
criterio poteva essere trovato: chiamare a far parte della squadra i
ristoratori che avevano vinto le edizioni passate del concorso. E allora
se la presenza dell’ottimo Marcello Rivi è giustificata, lo è meno quella
di altri ristoratori, alcuni dei quali, nelle passate edizioni, non erano
nemmeno in concorso.
"La protesta dei ristoratori di Acqualagna -conclude la Federazione dei
Ristoratori- trova ragione, dunque, nell’esclusione, né giustificata né
motivata, che hanno subito. E con questo nulla si vuol togliere al valore
dei ristoratori in gara; più attenzione, invece, si dovrebbe richiedere
agli organizzatori, perché la scelta fatta sulla base della presenza o no
dei ristoratori nella guida dell’Accademia Italiana della Cucina, avrebbe
dovuto suggerire una diversa indicazione sulla tipologia della gara:
non una disfida fra Acqualagna e Alba, ma fra quattro ristoratori della
nostra provincia e quattro della provincia di Cuneo segnalati
dall’Accademia".
(21 novembre 2005)
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Redazione: Giovanni Belfiori / Brigida Gasparelli