Le 'cresce'
per le nostre gite fuori porta
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ricette!
Maggio, tempo di scampagnate e gite fuori porta. Nel cestino da
pic nic indispensabile, insieme con formaggi e affettati, una bella 'crescia'
che renda il tutto più gustoso.
Molte, in questo senso, sono le ricette della provincia di Pesaro e
Urbino a cui possiamo ispirarci per arricchire i nostri spuntini di
festa con saporiti sostituti del pane. Le ricette sono tratte dalla
pubblicazione "Profumi e sapori della provincia di Pesaro e Urbino" -
Provincia di Pesaro e Urbino (1999).
LA CIACCIA
Si tratta di una ricetta diffusa nella zona di Apecchio anche se
di origine umbra. Di colore giallo per la presenza di molte uova
nell'impasto. "Preparatela ed avrete un ottimo pane alternativo da
gustare con formaggio pecorino locale, con verdura cotta di campagna e
con prosciutto. Ecco la ricetta: impastate un chilo di farina, mezzo
litro di latte, 6 uova, un pò d'olio extravergine di oliva, un tocchetto
di strutto, un pizzico di sale e una dose di lievito per dolci.
Sistemate l'impasto in una teglia e mettete al forno molto caldo. Al
momento della cottura la ciaccia va bucata con una forchetta".
LA CRESCIA
Una ricetta molto diffusa in tutta la provincia di Pesaro e Urbino.
"Impastate un chilo di farina, 3 etti di strutto, mezzo litro di
latte tiepido, una presa di sale, pepe, un cucchiaino di zucchero, e 25
grammi di lievito di birra sciolto in acqua calda. Preparate dei
tocchetti di pasta e spianateli col mattarello fino a ottenere le
cresce. Fatele riposare per mezz'ora e poi cuocetele su una piana di
terracotta o sulla piana infuocata di una bistecchiera elettrica. A fine
cottura ungete le cresce con olio di oliva e mangiatele con erba cotta,
salsiccia, prosciutto, lonza o salame".
LA CRESCIA SFOGLIATA
E' la piadina del nostro entroterra, un pò più friabile
rispetto alla romagnola e, come quella, molto gustosa. "Impastate un
chilo di farina, un uovo intero, un pò d'acqua fredda, un tocchetto di
strutto, sale e pepe. Col mattarello lavorate l'impasto fino a ottenere
una foglia spessa che ungerete abbondantemente con strutto non troppo
denso. Arrotolando la sfoglia, senza stringerla, ricavate un lungo "bigolo"
a più strati concentrici, da cui staccherete tanti pezzi che, a loro
volta, andranno arrotolati su se stessi. lasciateli riposare e poi
schiacciateli col mattarello, facendoli prendere una forma di disco.
Tolti dalla piastra bollente appena iniziano ad indorare, si mangiano
con salsiccia, salumi, formaggio, erbe di campo e si innaffiano con buon
vino rosso locale".
(30 aprile 2007)
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Redazione: Giovanni Belfiori / Brigida Gasparelli