Un Mare di Olio 2006: in collina i sapori del mare
 

Il gusto di sapori semplici e decisi, nei quali la tradizione si associa alla creatività del ristoratore e i prodotti del mare a quelli dell’entroterra: è in arrivo la quarta edizione del festival del baccalà “Un Mare di Olio”.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione dei Comuni di Coldimarca, dalla Federazione dei Ristoratori di Pesaro e Urbino e Confesercenti Fano all’interno della trentesima edizione della Mostra dell’Oliva e dell’Olio di Cartoceto, si svolgerà dal 1° al 30 novembre in 19 ristoranti dei comuni di Cartoceto, Fossombrone, Mombaroccio, Monteciccardo, Saltara, Montefelcino, Montemaggiore al Metauro, Ser
rungarina.
Nelle date indicate dai ristoratori, sarà possibile gustare al prezzo promozionale di 16 euro (compreso il coperto; escluse le bevande) un piatto di baccalà preparato secondo le ricette tradizionali, preceduto da un antipasto di crostini a base di olio extravergine.
Per un mese, dunque, protagonista indiscusso della tavola sarà il baccalà, piatto povero della cucina rurale, capace di legare, come vuole la tradizione, il sapore del mare ai prodotti delle colline, dalle olive, alle patate, alle verdure di stagione e di sposarsi con una delle eccellenze agroalimentari tipiche del territorio come l’olio extravergine di oliva.
Il Baccalà è il merluzzo conservato sotto sale (mentre lo stoccafisso è essiccato al vento artico) ed è oggi un alimento ricercato e piuttosto costoso, che richiede una preparazione abbastanza complessa per i ritmi certamente più ‘fast’ della cucina moderna.
In passato era invece un prodotto economico, che aveva il pregio di mantenersi a lungo nelle dispense delle case di campagna, prive, com’erano, di ghiacciaie e, quindi, degli accorgimenti necessari alla conservazione alimentare. Un pesce diffuso nelle zone rurali, ma che rappresentava, comunque, un’eccezione rispetto all’alimentazione contadina e che costituiva una valida alternativa ai salumi e agli altri prodotti di terra.
Il Baccalà, inoltre, era uno dei tipici piatti di magro dei giorni di Quaresima e, in generale, del venerdì. Gli alimenti consentiti dalla Chiesa non lasciavano grande scelta: oltre alla carne, si doveva rinunciare perfino ai latticini e al rosso dell’uovo. Il pesce, invece, era ammesso e nelle campagne si trattava di pesce salato, seccato, affumicato e marinato: si andava, insomma dall’aringa, alle sarde al baccalà.
Dove:
 Clicca qui  per l'elenco dei 19 ristoranti del Mare di Olio
Info: Coldimarca 0721.898437
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Baccalà e Stoccafisso, qual è la differenza?


(31 ottobre 2006)


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Redazione:
Giovanni Belfiori / Brigida Gasparelli