Baccalà
o Stoccafisso?
Il festival "Un Mare di Olio" stuzzica non solo l'appetito, ma anche la
fantasia e la voglia di informarsi. Ecco una breve scheda su baccalà e
stoccafisso
Il baccalà è il merluzzo conservato sotto sale, mentre lo
stoccafisso è essiccato. Tuttavia, nel Veneto, in Friuli e nel
Trentino, quello che viene chiamato baccalà (e più comunemente utilizzato
nella cucina tradizionale) è lo stoccafisso, e quindi quello essiccato. In
Lombardia il baccalà viene chiamato merluzzo.
Questi alimenti sono stati introdotti in Italia al tempo delle Repubbliche
Marinare, grazie alle rotte commerciali con le coste del Mare del Nord. La
conservazione del pesce fu introdotta, probabilmente, in origine dai
pescatori baschi. Poiché la pesca avveniva molto lontano dalle coste,
dovettero trovare il modo di conservare il pesce per un tempo sufficiente
da garantirne poi la vendita. In seguito la tecnica della conservazione
del pesce si diffuse nelle zone dell'Europa del nord. Il metodo della
conservazione mediante essiccazione (con cui si ottiene lo stoccafisso) è
più antico della conservazione sotto sale (che produce il baccalà).
Lo stoccafisso (dal tedesco Stock fisch - pesce bastone)
disponibile sui nostri mercati proviene dalla Norvegia settentrionale, più
precisamente dalle isole Lofoten. Il più pregiato è la qualità "Ragno",
dal nome di un esportatore norvegese. Il merluzzo viene essiccato al vento
artico.
Fra le variopinte e tipiche casette in legno delle Lofoten, ogni tanto
spiccano enormi stenditoi, rigorosamente in legno, utilizzati per
l’essiccazione dello stoccafisso. Legati a coppia per la coda dopo essere
stati selezionati per dimensione, i merluzzi vengono posizionati nelle
rastrelliere per farli essiccare.
Lo stoccafisso, prima di essere consumato, deve essere immerso in acqua da
cambiare spesso per almeno 5 o 6 giorni, dipende dalle dimensioni. Ve ne
sono di piccoli per i quali bastano anche 3 giorni. In primo luogo, però,
è necessario sfibrarlo battendolo con un pestello.
La parola "baccalà" pare derivare, invece, dallo spagnolo Bacalao
oppure dal fiammingo kabeljaw (bastone di pesce). Da notare che in
Portogallo, oltre ai prodotti importati, il "Bacalhau" è a volte un
merluzzo di dimensioni ridotte, pescato sul posto e fatto essiccare al
vento che non manca mai da quelle parti, sull'Atlantico. I portoghesi, tra
l’altro, vantano per cucinare il baccalà ben 366 ricette, una al giorno e
una in più per l'anno bisestile.
Per dissalare il baccalà, è necessario asportare il più possibile il sale
rimasto in superficie, quindi lasciarlo a bagno in acqua possibilmente
corrente (oppure cambiata spesso) per almeno 24 ore, più spesso però ne
servono 48.
Sia il baccalà sia lo stoccafisso si trovano già ammollati in pescheria
oppure nelle rivendite di prodotti conservati. Sono comunque
intercambiabili: si possono utilizzare, per tutte le ricette, sia uno che
l'altro.
Il baccalà è uno degli alimenti più completi in quanto ricco di proteine e
sali minerali quali il fosforo, il calcio, lo iodio e il ferro.
(31 ottobre 2006)
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Redazione: Giovanni Belfiori / Brigida Gasparelli