Alla scoperta del fungo
spignolo
Chiamato
anche prugnolo, per la sua caratteristica di crescere nei pressi
del prugnolo selvatico, o fungo di San Giorgio perché sembra che la
sua comparsa coincida con la festa di questo santo, il 23 aprile, lo
spignolo è uno dei funghi più pregiati da gustare e, per questo, vanta
anche un terzo appellativo, quello di ‘tartufo bianco dei funghi’.
Si tratta di una tipologia di fungo che si può raccogliere, di norma,
fino a tutto il mese di giugno e che cresce specialmente in zone alto
collinari e montane, ai margini dei boschi, in radure, prati e
campi, lungo le siepi oppure in mezzo agli arbusti, soprattutto in terreni
tenuti puliti dal pascolo degli animali.
Caratterizzato dal cappello carnoso, di colore crema, giallo-paglierino o
avorio, che può oltrepassare i 15 centimetri di diametro, il prugnolo ha
un’altra peculiarità, quella di svilupparsi in cerchi o semicerchi, i
cosiddetti "cerchi delle streghe", gruppi numerosi di decine di
esemplari, nati dallo stesso micelio sotterraneo.
Fungo di intenso profumo e sapore, lo spignolo si presta a svariati usi
in cucina: dagli antipasti, ai primi piatti, ai contorni, ed è adatto
ad essere conservato in tutte le maniere (sott'olio, essiccato, ecc).
Squisito anche cucinato nei modi tradizionali, evidenzia le sue qualità
migliori quando non è cotto a lungo ed è, infine, uno dei pochi funghi,
che si presta ad essere consumato anche da crudo.
(29 aprile 2008)
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Redazione: Giovanni Belfiori / Brigida Gasparelli / Elena Cornini