Croce e delizia del
mestiere di fornaio
Intervista a
Benvenuto Pagnoni, vicepresidente nazionale di
Assopanificatori Confesercenti
di Elena Cornini
A
colloquio con Benvenuto Pagnoni, vicepresidente nazionale di
Assopanificatori Confesercenti e titolare a Pesaro da ben 31 anni del noto Panificio
Pagnoni. Lo storico panettiere pesarese ci parla della sua azienda, del suo
lavoro e dell’iniziativa promossa a livello nazionale da Confesercenti
che prevede per un mese (dal 15 marzo al 15 aprile), uno sconto
sul prezzo di vendita del pane comune.
In questo momento di crisi dei salari in Italia conseguente all’aumento
del costo della vita, l’idea di contenere i costi di un prodotto di prima
necessità come il pane è un importante messaggio che l’Assopanificatori dà
ai consumatori. Com’è nata l’idea e come è stata accolta dai clienti della
sua panetteria?
Questa iniziativa nasce dall’accordo firmato dalla Confesercenti nazionale
e dalle altre associazioni di categoria con ‘Mister Prezzi’ Antonio Lirosi,
per andare incontro alle esigenze dei consumatori.
La campagna prevede, infatti, che il pane, per un mese ovvero dal 15 marzo
al 15 aprile, sia venduto a prezzo scontato nei panifici e negli esercizi
alimentari della provincia. Gli operatori, possono decidere liberamente di
fare sconti sulle tipologie di pane più diffuse e, nell’ora di chiusura,
su tutti gli altri prodotti in vendita. Però, bisogna sottolineare che non
tutti i panettieri hanno aderito.
I clienti, almeno quelli che si sono accorti dell’abbassamento dei prezzi
dal momento che alcuni a dire il vero non lo hanno notato, sono rimasti
molto soddisfatti dell’iniziativa.
Potrebbero esserci secondo lei altre proposte di questo genere, volte a
favorire i consumatori?
La mia azienda ha aderito anche all’iniziativa ‘Prezzi bloccati’, promossa
da Confesercenti e dalle altre associazioni di categoria insieme con la
Regione Marche, che prevede il blocco dei prezzi per alcuni alimenti di
largo consumo, come il pane ad esempio, fino a settembre 2008.
Da quanti anni lavora in questo settore? Ci racconti com’è cresciuta la
sua azienda nel tempo e quali sono i sacrifici e le soddisfazioni che si
incontrano in questo lavoro.
Mio padre mi ha mandato, all’età di 12 anni, a fare il garzone in un
forno. All’epoca, pensi, prendevo 500 lire di paga. Poi, a 22 anni,
insieme con mia moglie ho aperto l’attività in proprio avviando un piccolo
forno. Io e mia moglie abbiamo fatto debiti, lavorando anche 18 ore al
giorno. Ora, grazie anche all’aiuto dei nostri figli, la nostra azienda
conta 23 dipendenti e fornisce tutto il Centro-Italia per quel che
riguarda i supermercati Conad e Iper Rossini. Agli inizi, quando ho
cominciato, la produzione era di 10/20 chilogrammi di pane al giorno,
adesso siamo arrivati a sfornare quotidianamente circa 15 quintali di
pane.
Quali sono le specialità della sua panetteria, i prodotti che i suoi
clienti maggiormente apprezzano e di cui si sente orgoglioso?
Diciamo che il pane toscano, le baguette, gli sfilatini e la ciabatta sono
i prodotti più richiesti dalla nostra clientela. Però, poi, sforniamo
anche dei pani speciali con addirittura 8 tipi diversi di cereali oppure
con i semi di papavero, di sesamo e di lino, molto apprezzati dagli
acquirenti che hanno voglia di provare qualcosa di diverso.
(1 aprile 2008)
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Redazione: Giovanni Belfiori / Brigida Gasparelli / Elena Cornini