I segreti per diventare
maître
Intervista a Paolo Pagnoni, professore e collaboratore del dirigente
scolastico dell'Istituto Alberghiero di Pesaro
di Elena Cornini
Paolo
Pagnoni, che da trent'anni si occupa di enogastronomia, prima come
ristoratore e poi come professore di "discipline pratiche in sala bar"
nell'Istituto Alberghiero "Santa Marta-G.Branca" di Pesaro, è tra gli
ideatori e organizzatori di "Onda su Onda" , manifestazione giunta
alla seconda edizione e programmata dal 14 al 17 novembre 2008 alla Fiera
di Pesaro. In questa intervista ci parla dei progetti della scuola
dove insegna e dei segreti per diventare maître.
Quali professioni si imparano
all'Istituto Alberghiero?
Ci sono tre corsi di qualifica: uno di cucina, uno di sala-bar e uno di
ricevimento d'albergo. Poi c'è un biennio di post-qualifica che diploma
gli alunni in 'Food and Beverage Manager'.
C'è un buon rapporto tra la scuola e le istituzioni locali? E tra la
scuola e gli operatori del turismo?
E' doveroso, anzi auspicabile, che ci sia un continuo colloquio e contatto
tra la formazione scolastica e l'occupazione. La scuola forma al
meglio, infatti, i professionisti del futuro: periodicamente il nostro istituto alberghiero organizza incontri tra alunni e ristoratori. Per esempio la
scuola prevede che gli alunni di quarta e di quinta superiore facciano degli
stage di un mese negli alberghi e nei ristoranti della nostra provincia e
non solo.
Il Santa Marta si è contraddistinto in questi anni per le molte
iniziative promosse. Quali risultati avete ottenuto?
Negli ultimi cinque anni, grazie alla collaborazione tra i colleghi, la
scuola ha lavorato a eventi e manifestazioni importanti organizzati dal
Comune, dalla Provincia e dalla Regione. Ha partecipato attivamente alla
manifestazione "Onda su Onda", che quest'anno si tiene alla Fiera di
Pesaro dal 14 al 17 novembre, organizzando un concorso tra dodici istituti
alberghieri delle regioni italiane e della Croazia. Gli alunni di cucina
erano chiamati a sfidarsi sulla preparazione di un piatto a base di
formaggio, gli allievi di sala-bar si sfidavano sull'elaborazione del
miglior caffè e cappuccino. Inoltre, alcune ragazze di sala hanno
partecipato come hostess negli stand.
Il fascino dello chef: cuochi si nasce o si diventa?
Cuochi si diventa. Per intraprendere questo mestiere così affascinante ci
vuole passione, curiosità, notevole senso estetico, ma anche spirito
di sacrificio. Ci tengo a sottolineare che lo chef italiano è molto
ricercato all'estero e i nostri ragazzi non hanno problemi a trovare
lavoro.
Lei è un maître. Ci può spiegare in cosa consiste questa professione
dall'aria così francese?
Il maître, che letteralmente significa maestro, è una figura che nei
ristoranti si occupa della scelta delle vivande e dei vini, e, negli
alberghi, è colui che guida il personale di sala. In generale il maître
stila con lo chef la scelta del menù da proporre e l'abbinamento dei vini.
Per fare questo lavoro, è indispensabile conoscere gli
alimenti, i costi delle materie prime e parlare bene le lingue
straniere.
Quali sono i segreti che lei insegna per imparare a essere un ottimo
personale di sala?
Intanto io userei il termine "consigliere
della buona tavola", perchè questo è quello a cui ci porta il futuro.
Sicuramente necessarie sono la precisione, l'attenzione nei confronti del
cliente, la curiosità nell'apprendere sempre meglio le ricette, la
conoscenza dei vini e delle eccellenze enogastronomiche del nostro
territorio.
(22 febbraio 2008)
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Redazione: Giovanni Belfiori / Brigida Gasparelli