I benefici di
un'alimentazione biologica
Intervista a Giuseppe Paolini, esperto di prodotti biologici e
responsabile vendite della Rapunzel, ditta tedesca operante in questo
settore da 30 anni
di Elena Cornini
A
colloquio con Giuseppe Paolini, esperto di alimentazione biologica e socio
fondatore della cooperativa Alce Nero, azienda tra le più rappresentative
del settore a livello nazionale.
Paolini, tra gli organizzatori del salone enogastronomico internazionale
‘Ondasuonda’ (Pesaro 14/17 novembre 2008), attualmente è responsabile
vendite della ‘Rapunzel’, azienda tedesca operante da 30 anni nel settore
del biologico e oggi impegnata in progetti legati al settore del commercio
equo-solidale.
Qual è il mercato del biologico in Italia? È in crescita rispetto agli
anni passati?
Questo settore da anni è in continua crescita. In particolare si è
registrato un boom con la vendita dei prodotti biologici all’interno della
grande distribuzione. Tuttavia anche nei negozi specializzati il fatturato
è in crescita
Quali procedure deve rispettare un alimento perché possa definirsi
biologico?
È possibile che alcuni prodotti, sebbene denominati tali, in realtà non ne
rispettino i parametri?
Assolutamente no, la certificazione è una cosa seria per cui i prodotti
qualificati come biologici necessariamente devono rispettare i canoni
previsti. Certo, ci può essere chi rispetto ai paramentri richiesti dalla
certificazione è al limite e chi, invece, segue rigorosamente le regole e
produce alimenti di altissima qualità. Perché un alimento possa essere
definito “biologico”, non deve essere utilizzato alcun prodotto chimico di
sintesi né nella coltivazione, né nella conservazione e nemmeno, infine,
nella trasformazione. Inoltre, in fase di produzione, non è ammesso l’uso
di coloranti né la pratica della monocultura: è d’obbligo, infatti,
praticare la rotazione delle coltivazioni nei campi.
Quali sono i benefici di un’alimentazione basata sui prodotti
biologici?
È naturale che le persone che consumano cibi biologici hanno una
alimentazione più corretta dal momento che non ingeriscono sostanze
invasive per l’organismo. Ci sono, infatti, ricercatori che hanno
dimostrato come i prodotti chimici utilizzati nella coltivazione degli
alimenti possano poi essere assimilati dall’organismo umano con effetti
sicuramente dannosi. Queste ricerche, fatte basandosi su adulti con un
peso di 70 chilogrammi circa, darebbero risultati ancora più sconcertanti
se fatte su un bambino in fase di crescita. Da notare poi che l’accumulo
nell’organismo di queste sostanze chimiche può portare alle intolleranze
alimentari, che negli ultimi tempi sono certamente in aumento.
Come ha avuto l’idea di dedicarsi a questo settore?
L’idea mi è venuta quando lavoravo per ‘Alce Nero’. Eravamo un gruppo di
giovani che desideravano coltivare i campi come facevano i nostri
genitori, nel rispetto totale della natura e dell’uomo, come fruitore
ultimo della catena alimentare. In sintesi, volevamo tutelare l’ambiente e
produrre alimenti genuini, che non fossero nocivi per l’organismo. Negli
anni 70 già Austria e Germania praticavano con successo la cultura
biologica e noi abbiamo intuito che quello che per noi era un desiderio
poteva diventare, in futuro, un lavoro.
(12 marzo
2008)
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Redazione: Giovanni Belfiori / Brigida Gasparelli